Dopo avere attraversato la città di Benevento, il fiume Sabato confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco ad ovest del centro contadino. E’ in questo angolo speciale di natura che inizia il nostro viaggio in compagnia di un gruppo di donne beneventane, appassionate della storia e delle tradizioni della loro terra. Le nostre guide da anni studiano, si informano, leggono, camminano per imparare a riconoscere il loro territorio e per conservare l’enorme bagaglio di conoscenze delle loro nonne e bisnonne, spesso appartenenti a un mondo rurale di cui loro, poco più che trentenni, non fanno più parte.

Su un gradino del Ponte Leproso, un antico cavalcavia romano che permetteva alla via Appia di attraversare il Sabato, Aurelia ci racconta dell’incontro speciale con una signora, che ha voluto regalarle un dono: la cura delle verruche. L’anziana non aveva parenti o amici interessati a tramandare questa conoscenza, così si è rivolta ad Aurelia, perché aveva saputo tramite passaparola che era appassionata di fitoterapia e tradizioni.

 I saperi antichi, la cura con le erbe, i rimedi naturali in questo territorio più che in altri si intersecano con un capitolo oscuro della storia italiana, la  persecuzione contro le streghe e i processi a donne,  colpevoli per lo più di possedere un temperamento carismatico, un bagaglio di conoscenze, una natura libera e indipendente; una persecuzione divenuta asprissima dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum, edito nel 1486, una vera e propria guida su come riconoscere e interrogare una strega, che rese ancora più crudele e spietata quella caccia già iniziata  secoli addietro. Il famoso noce di Benevento, l’albero sotto al quale si riunivano uomini e donne sin dai tempi dei longobardi per celebrare riti pagani e religiosi, si dice fu abbattuto nel 663 d.C. dal vescovo Barbato, che gli strappò le radici per edificare al suo posto una chiesa. Mentre ci raccontano questa leggenda, incappiamo in un rudere in mezzo alla campagna: al suo interno è cresciuto un albero, le sue fronde escono dal tetto divelto, sembrano capelli al vento, che incorniciano un volto di pietra, due buchi di finestre come occhi e l’ombra di una porta ad accennare a un sorriso sbieco. Provate ad indovinare di che albero si tratta?

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06 Il Noce_il Terzo Paesaggio © Gabriele Lungarella-06 Il Noce.jpg

Questa puntata è stata realizzata grazie a:

Francesca Gerardo, Daniela Verbena, Aurelia Palmieri,
Ramona Viglione, Marina Bocchino, Lorenza Zambon,
Nerina Schiavo, Emons Audiolibri

Con voce e la regia di Marzia Coronati
Fotografie di Gabriele Lungarella

La voce dei titoli è di Eleonora Turco


ASCOLTA ANCHE:

Sul fuoco di Sant’Antonio nel beneventano. L’intervista a Marina Bocchino, laureata in antropologia con una tesi sulla cura del fuoco di Sant’Antonio nel Sannio beneventano

LINKs:

Il documentario “A uno a uno le fil’ cuntavano” di Francesca Gerardo, Marialaura Simeone, Umberto Rinaldi

Le Case delle erbe

La Cooperativa Lentamente, con sede a Benevento

Il sito di Lorenza Zambon, attrice giardiniera

sezione Backstage

BIBLIOGRAFIA:

L’erba delle donne, maghe, streghe, guaritrici, la riscoperta di un’altra medicina. Casa editrice Roberto Napoleone

Mitologia delle piante inebrianti, di Giorgio Samorini. Edizioni Studio Tesi

Lezioni di giardinaggio interplanatario, di Lorenza Zambon. Ponte edizioni