06 | IL NOCE

Dopo avere attraversato la città di Benevento, il fiume Sabato confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco ad ovest del centro contadino. E’ in questo angolo speciale di natura che inizia il nostro viaggio in compagnia di un gruppo di donne beneventane, appassionate della storia e delle tradizioni della loro terra. Le nostre guide da anni studiano, si informano, leggono, camminano per imparare a riconoscere il loro territorio e per conservare l’enorme bagaglio di conoscenze delle loro nonne e bisnonne, spesso appartenenti a un mondo rurale di cui loro, poco più che trentenni, non fanno più parte.

Su un gradino del Ponte Leproso, un antico cavalcavia romano che permetteva alla via Appia di attraversare il Sabato, Aurelia ci racconta dell’incontro speciale con una signora, che ha voluto regalarle un dono: la cura delle verruche. L’anziana non aveva parenti o amici interessati a tramandare questa conoscenza, così si è rivolta ad Aurelia, perché aveva saputo tramite passaparola che era appassionata di fitoterapia e tradizioni.

 I saperi antichi, la cura con le erbe, i rimedi naturali in questo territorio più che in altri si intersecano con un capitolo oscuro della storia italiana, la  persecuzione contro le streghe e i processi a donne,  colpevoli per lo più di possedere un temperamento carismatico, un bagaglio di conoscenze, una natura libera e indipendente; una persecuzione divenuta asprissima dopo la pubblicazione del Malleus Maleficarum, edito nel 1486, una vera e propria guida su come riconoscere e interrogare una strega, che rese ancora più crudele e spietata quella caccia già iniziata  secoli addietro. Il famoso noce di Benevento, l’albero sotto al quale si riunivano uomini e donne sin dai tempi dei longobardi per celebrare riti pagani e religiosi, si dice fu abbattuto nel 663 d.C. dal vescovo Barbato, che gli strappò le radici per edificare al suo posto una chiesa. Mentre ci raccontano questa leggenda, incappiamo in un rudere in mezzo alla campagna: al suo interno è cresciuto un albero, le sue fronde escono dal tetto divelto, sembrano capelli al vento, che incorniciano un volto di pietra, due buchi di finestre come occhi e l’ombra di una porta ad accennare a un sorriso sbieco. Provate ad indovinare di che albero si tratta?

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05 | L'ACQUA IN BOTTIGLIA

Una camicia di flanella e un capello a falda larga calato sugli occhi, viso asciutto, naso a uncino e una barba vecchia di qualche giorno. Di Angelino (detto 'Ngelino) avevamo solo sentito parlare, ma abbiamo avuto la fortuna e l'onore di vederlo anche in fotografia, grazie a uno scatto in bianco e nero realizzato da Angelo Pacchiarotti. Ingegnere in pensione, fotografo amatore, Angelo abita nella sua villetta a qualche chilometro dal centro di Nocera Umbra, dove ci ha aperto la porta di casa e le scatole gonfie di vecchie fotografie.

Gli abitanti di Nocera Umbra ricordano Angelino come un vecchietto bizzarro e misterioso che a cavallo tra gli anni '70 e '80 abitava nelle vicinanze della città e curava, con erbe e decotti, i malati della zona.

Siamo andati lungo le sue tracce e abbiamo ricostruito tasselli della sua storia, raccogliendo testimonianze dalla città delle acque, che accoglie rivoli e fontane in ogni dove. Una ricchezza su cui qualcuno, non molto tempo fa, ha costruito una fortuna, un'avventura imprenditoriale partita dal cuore dell'Umbria e arrivata sino all'India....

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04 | GLI ANELLI

Quali pensieri attraversano le nostre menti quando siamo in una sala d’attesa? Che cosa ci aspettiamo o ci auguriamo ci dica o faccia un dottore? Quale relazione instauriamo con il medico? Quanto crediamo a quello che ci dice e perché?

 Il dottor Paolo Schianchi organizza corsi di formazione al complesso San Lazzaro di Reggio Emilia per i laureati che vogliono diventare medici di base. Da qualche tempo ha introdotto una serie di lezioni sul lavoro dei segnatori e delle segnatrici dell’Appenino tosco emiliano. “La miglior medicina per un malato è il medico stesso, la relazione che instaura con lui” spiega Schianchi. Ne abbiamo parlato con lui, con uno sportivo - rivoltosi a un guaritore per una storta - e con un’erborista, che da qualche anno ha imparato anche a segnare, attraverso l’uso di due anelli che, seppur con alcune difficoltà, è riuscita a farsi benedire. 

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03 | LA FORD ESCOT VERDE

E’ il 1974, Saarbrücken, Germania. Maurizio Cancelli è arrivato da pochi giorni, nel portabagagli i suoi quadri e le sue opere d’arte. L’idea, su spinta di un amico gallerista, è di provare a dare lì una svolta alla sua carriera d’artista. E’ sera, Maurizio sta seduto in una tavola calda, accanto a lui c’è una bellissima ragazza e il pensiero di Maurizio vola a sua madre. In quel momento arrivano tre ragazzi tedeschi, succederà qualcosa.... Il giorno dopo, alle dieci del mattino, Maurizio Cancelli sale sulla sua Ford Escort verde 1100, alla volta di casa. Dodici ore dopo è a Cancelli, il suo paese natale e da quel giorno vivrà e farà arte esclusivamente nel suo territorio.

Cancelli è una frazione montana in provincia di Foligno: poche casupole basse, un campanile, alti abeti e vecchie querce. Ormai da anni ad abitarci c’è solo lui, Maurizio, ma le visite non mancano. Gente comune di ogni estrazione sociale, vescovi, sportivi, contadini, politici e operai continuano a salire sino al piccolo borgo, in nome di un’antica tradizione.

Tutto ha inizio duemila anni fa, quando gli apostoli Pietro e Paolo arrivarono a chiedere ospitalità a una famiglia antenata dei Cancelli. La famiglia era povera ma non negò l’accoglienza ai due stranieri. Così il mattino dopo, prima di rimettersi in cammino, donarono al capofamiglia una dote che avrebbero ereditato tutti i discendenti maschi che sarebbero rimasti nel paese di Cancelli: la cura della sciatica.

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02 | IL TELEFONO

La seconda puntata di Il terzo Paesaggio

Piero, un giovane residente a Reggio Emilia, è in viaggio di lavoro ad Amsterdam. Da giorni si sente stanco e accusa una forte sensazione di calore al collo. Il medico gli diagnostica un fuoco di Sant’Antonio e gli prescrive un comune anti virale, ma Piero dopo tre giorni di cura non migliora. Un suo amico gli consiglia di rivolgersi a una signora nota per “segnare il fuoco”, così Piero la chiama al telefono e le spiega come si sente. Dopo pochi giorni il calore e  la stanchezza scompaiono. Cosa è accaduto? Che cosa ha fatto questa signora?

La Bassa emiliana ha una lunga tradizione di “segnature” del fuoco di Sant’Antonio, di verruche, di storte e di altri mali. Oggi molti segnatori e segnatrici, per lo più residenti nelle zone rurali della regione, operano anche a distanza, avvalendosi dei cellulari e di WhatsApp. Tre sono le regole fondamentali: non svelare a nessuno le parole che si recitano nel corso della segnatura, rifiutare qualsiasi tipo di pagamento e assistere sempre e comunque la persona che si rivolge loro.

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01 | LA BOTTE

da una botte unica al mondo a un segreto valdostano. La prima puntata di Il Terzo Paesaggio

Santa Maria della Scala, Trastevere, Roma. La chiesa è stata per secoli la sede della prima farmacia della capitale: una spezieria dove venivano lavorati, conservati e venduti preparati erboristici in funzione sino a pochi anni fa.  Qui abbiamo scoperto una botte contenente l’ultimo residuo al mondo del primo farmaco della storia della medicina mediterranea: la teriaca. Panacea, contro tutti i mali, il preparato ha curato imperatori e papi, da Nerone sino ai giorni nostri.

Infilare la testa in quella botte è stata un’esperienza unica. Ci siamo domandati quante ricette, formule e rimedi del passato siano conservati in luoghi nascosti e remoti … ed è così che siamo approdati a Jovencan un piccolo paese della Val d’Aosta...

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INTRO - L'orologio

A partire dal 12 aprile, pubblicheremo ogni settimana un episodio di questa serie, corredato da materiali di approfondimento: interviste audio, studi, consigli di lettura. Da Roma alla Val d’Aosta, passando per la bassa emiliana, Nocera Umbra, Cancelli, Benevento… abbiamo allargato i nostri tentacoli, per toccare, anche solo per un poco, questo poco conosciuto paesaggio italiano.

In attesa della prima puntata, ecco un primo, iniziatico tuffo sonoro… buon ascolto!

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